Aggiornato il Rapporto OCSE 2012 sulla qualità della regolazione in Italia

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È stata pubblicata una edizione aggiornata del rapporto OCSE Better regulation in Europe: Italy 2012, arricchita da un nuovo capitolo, intitolato “Compliance, enforcement, appeal”.

Vi si dà conto delle misure adottate dall’Italia per promuovere l’enforcement e delle disposizioni introdotte con i decreti legge n. 70/2011 e 5/2012 per rafforzare e migliorare i sistemi di controllo sulle imprese.

Al tempo stesso, il Rapporto evidenzia la necessità di proseguire nella strada delle riforme. Il caso dell’Ilva di Taranto, infatti, ha mostrato l’inadeguatezza del sistema ispettivo italiano e la debolezza degli strumenti di enforcement, nonché la tendenziale inefficienza dell’apparato sanzionatorio.

Come emerso anche dalle misurazioni degli oneri amministrativi condotte nell’ambito del Dipartimento per la funzione pubblica, in Italia le imprese sono assoggettate ad un numero molto elevato di accertamenti ispettivi di diverse tipologie. Inoltre, la complessità e il numero dei requisiti che le stesse devono rispettare, oltre a determinare la necessità del ricorso a consulenti e professionisti esterni, aumenta gli sforzi necessari per la compliance.

Al riguardo, il rapporto ribadisce la necessità di una riforma strutturale del sistema ispettivo e di enforcement, estesa anche al settore del lavoro e del fisco, volta ed eliminare le sovrapposizioni e le duplicazioni negli accertamenti, in applicazione di un approccio di tipo risk-based.

Leggi la prima edizione del Rapporto

(Eleonora Cavalieri)