AGCOM: gli esiti della misurazione degli oneri nel settore delle comunicazioni

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Con la delibera n. 657/15/CONS, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha concluso la prima misurazione degli oneri amministrativi (MOA) derivanti da obblighi informativi nei settori di propria competenza. Le attività di misurazione erano state avviate a marzo del 2015 con la delibera n. 121/15/CONS, con cui l’AGCOM proponeva un approccio metodologico fondato sullo Standard Cost Model e sostanzialmente coerente con le indicazioni fornite nelle linee guida per la stima dei costi amministrativi emanate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (allegate al DPCM 25 gennaio 2013), seppure con alcuni aggiustamenti.

Il processo di MOA in AGCOM prevede tre fasi: ricognizione degli obblighi informativi (fase 1); misurazione degli oneri amministrativi (fase 2); semplificazione e razionalizzazione (fase 3). Il documento allegato alla delibera illustra le risultanze del percorso di valutazione, indicando l’iter e i criteri metodologici seguiti, e fissa alcune linee programmatiche per l’adozione, nella fase 3, di un piano di riduzione degli oneri amministrativi.

Il percorso di valutazione ha previsto i seguenti step:

  • ricognizione e mappatura degli obblighi informativi (OI) imposti dall’Autorità alle imprese del settore delle comunicazioni elettroniche, dei servizi di media, dei servizi postali. La mappatura – propedeutica alla selezione degli obblighi prioritari per la misurazione – ha consentito di classificare gli OI secondo la loro tipologia e periodicità;
  • definizione del perimetro della MOA. In questa fase sono state individuate le aree prioritarie per la misurazione e la riduzione degli oneri, secondo principi di rilevanza, proporzionalità, sostenibilità, efficienza e flessibilità. Coerentemente con la metodologia seguita a livello statale, anche la MOA dell’AGCOM ha assunto un carattere selettivo; tuttavia l’Autorità ritiene di aver operato con un grado di completezza maggiore avendo effettuato una mappatura della c.d. baseline e cioè di tutti gli OI imposti nei diversi settori di intervento dell’Autorità;
  • quantificazione degli obblighi informativi e analisi (qualitativa) dei principali nodi di complicazione burocratica emersi dalla consultazione degli stakeholder. Riguardo alle stime quantitative, per ciascun obbligo informativo sono forniti: la stima del costo medio annuale e l’incidenza, espressa in termini percentuali, dell’OI sul totale degli oneri del settore.

La misurazione ha consentito all’AGCOM di ricavare indicazioni ed evidenze utili ad orientare l’adozione dei successivi interventi di semplificazione:

  • le richieste di informazioni dell’Autorità differiscono da settore a settore. Vi sono però alcuni OI “intersettoriali” (Registro degli operatori di comunicazione – ROC; Relazione Annuale; Osservatorio delle comunicazioni; Dichiarazioni relative al contributo operatori) che sono imposti alle imprese di comunicazione in modo trasversale rispetto ai settori di regolazione;
  • gli oneri informativi si concentrano maggiormente nel settore delle comunicazioni elettroniche, dove vi sono regolazioni risalenti e stratificate nel tempo;
  • la stima quantitativa degli obblighi informativi mostra una differenza fra obblighi “generali” e obblighi con efficacia ristretta (asimmetrici). I primi – ossia quelli rivolti ad un numero elevato di imprese – hanno un’incidenza maggiore, pur evidenziando costi unitari medi più bassi rispetto ad altri obblighi.

Nella parte conclusiva del documento, sono illustrate le linee operative per la successiva adozione di un programma di misure di riduzione degli oneri. Gli interventi previsti comprendono, fra gli altri: il ricorso a sistemi di gestione unitaria e coordinata delle richieste di informazioni, l’allineamento delle scadenze degli obblighi, l’eliminazione di ridondanze.

(Andrea Flori)

Credits image: Giampaolo Macorig (CC BY-NC-ND 2.0)