AEEG, affidamento di competenze in materia di servizi idrici

Il decreto legge n. 201 del 2011, convertito nella Legge n. 214 del 2011, dispone, nell’ordine, la soppressione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua e il passaggio delle competenze, relative a regolazione e controllo dei servizi idrici, all’AEEG.

L’autorità per l’energia elettrica e il gas ha iniziato a occuparsi dei servizi idrici con la Delibera GOP 63/11 “Prime disposizioni inerenti il trasferimento all’Autorità per l’energia elettrica e il gas delle funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici, di cui alla legge 22 dicembre 2011, n. 214”, con la quale, ha deciso di “adottare tutte le opportune iniziative, nonché gli opportuni contatti, con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, finalizzati anche alla eventuale strutturazione di gruppi di lavoro, a diverso livello, affinché si addivenga alla definizione delle funzioni trasferite all’Autorità dalla suddetta previsione legislativa”.

A questa prima deliberazione ne è seguita una seconda, il 2 febbraio 2012, 29/2012/idr, con la quale l’Autorità stessa ha costituito un Gruppo di lavoro per  svolgere attività ricognitive e preparatorie relative alle nuove funzioni in materia di servizi idrici e, in particolare, per effettuare  “una ricognizione della situazione fattuale del settore di riferimento; effettu[are]i una mappatura degli operatori e degli stakeholders di tale settore; propo[rre] al Collegio possibili schemi organizzativi per lo svolgimento delle nuove competenze attribuite all’Autorità”. Tutte queste attività preliminari dovranno concludersi entro il 31 maggio 2012.

L’ultima delibera  è quella del 1 marzo 2012, 74/2012/R/idr, con la quale l’Autorità ha avviato un procedimento per l’approvazione di “provvedimenti tariffari in materia di servizi idrici”, confermato la collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, precisando la ripartizione delle competenze. Nello specifico, le funzioni di tutela della concorrenza e dei livelli essenziali del servizio da fornire agli utenti saranno rimesse all’Autorità per l’energia e il gas, mentre resteranno in capo al Ministero quelle in merito alla pianificazione, a ogni livello, alla difesa dell’ambiente, tramite gli interventi per la difesa del suolo e per la tutela e l’utilizzo delle acque.

Si tratta, peraltro, di determinazione in linea con l’ultimo passo del comma 19, art. 21, del decreto “Salva Italia”, a norma del quale “le funzioni da trasferire sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Nel rispetto di tale disposizione, il Ministro dell’Ambiente ha trasmesso a Palazzo Chigi, per la promulgazione, lo schema di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La nuova regolamentazione, naturalmente, tiene conto del risultato del referendum del giugno 2011, oltre che delle competenze, sulla materia, spettanti alle Regioni e agli enti locali.

Una volta che il decreto verrà firmato, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas stabilirà i criteri per quantificare le tariffe da applicare agli utenti finali; definirà i livelli di qualità del servizio da fornire; verificherà i piani d’ambito, anzitutto dal punto di vista economico e finanziario. Nell’adottare queste decisioni, l’Autorità dovrà operare nel rispetto dei principi, delle finalità e delle attribuzioni stabiliti dalla legge istitutiva dell’Authority (Legge n. 481 del 1995), quindi, in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione, nel rispetto degli indirizzi di politica generale formulati dal Parlamento e dal Governo e dalla normativa europea.

(Immacolata Grella)