A Trento una legge per il monitoraggio e la valutazione delle politiche provinciali

Con l’adozione, lo scorso 28 marzo, della legge provinciale n. 5/2013, recante “Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Modificazioni e razionalizzazione delle leggi provinciali che prevedono obblighi in materia”, la Provincia Autonoma di Trento ha aggiunto un tassello importante al mosaico della qualità della regolazione in Italia. La legge, che si compone di 34 articoli, è divisa in due capi. Nel primo (artt. 1-7) sono dettate le disposizioni relative al controllo sull’attuazione e alla valutazione degli effetti delle leggi e delle politiche provinciali; nel secondo (artt. 8-34) sono contenute modifiche e abrogazioni a leggi provinciali precedenti, in armonia con quanto stabilito al capo precedente.

La legge costituisce il primo caso, al livello provinciale, di disciplina delle modalità di valutazione delle politiche, e presenta contenuti molto interessanti. Il capo I, in particolare, sembra introdurre, al di là delle mere statuizioni di principio, strumenti effettivi di controllo e monitoraggio di quanto prodotto dal legislatore provinciale.

Oggetto del controllo dell’attuazione e della verifica degli effetti sono (art. 2): a) le leggi provinciali che contengono clausole valutative od obblighi informativi; nonché, b) leggi e politiche provinciali che siano state incluse nel Programma per il controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e per la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. A disciplinare quest’ultimo è l’art. 3, che stabilisce che esso venga adottato all’avvio di ogni legislatura, salvo aggiornarlo annualmente entro il 30 giugno, dal Presidente della Provincia d’intesa con il Presidente del Consiglio provinciale. In base a quanto sancito dal secondo comma del medesimo articolo, per la predisposizione e i successivi aggiornamenti del Programma è istituito un apposito Tavolo di coordinamento, formato da quattro membri designati dalla Giunta e da quattro consiglieri provinciali, due dei quali espressione dell’opposizione.

La previsione del Programma per il controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e per la valutazione degli effetti delle politiche pubbliche costituisce un’innovazione di non poco conto: si introduce, istituzionalizzandolo, uno strumento di programmazione normativa a livello provinciale che, almeno nelle intenzioni, prevede la collaborazione di Giunta e Consiglio nell’individuazione ex ante delle politiche passibili di monitoraggio e valutazione ex post (cui si aggiungono le leggi contenenti clausole valutative). A tal proposito, sono individuati anche criteri preferenziali di inclusione (art. 3, quinto comma): vanno preferite, infatti, le leggi e politiche «che si ritiene abbiano più impatto sui cittadini e sulle imprese», nonché quelle «oggetto di possibile riforma».

Gli artt. 4 e 5 entrano nel dettaglio delle attività di controllo e valutazione, specificandone contenuti e modalità di svolgimento. In particolare, queste attività possono avere a oggetto i seguenti temi: a) lo stato di attuazione della legge; b) il grado di realizzazione dei suoi obiettivi; c) gli effetti sui destinatari e il loro livello di soddisfazione; d) gli effetti eventualmente prodotti in termini di semplificazione normativa e amministrativa; e) eventuali costi o effetti imprevisti, aspetti critici e, se del caso, eventuali misure correttive. Quanto alle modalità di svolgimento delle attività di controllo e valutazione, salvo il rimando al Regolamento interno del Consiglio provinciale per ulteriori precisazioni tecniche, sarà il citato Programma a fornire indicazioni specifiche riguardo a strumenti, modalità e tempistiche per la predisposizione delle relazioni e dei documenti che ne illustrino gli esiti, specificando altresì gli eventuali indicatori sulla base dei quali misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi della legge o politica provinciale.

Infine, ulteriore principio fondamentale della legge provinciale 5/2013 è quello della consultazione degli interessati e della trasparenza dei processi legislativi, che trova una tutela nell’art. 6, “Partecipazione”. Sarà ancora il Regolamento interno a disciplinarne le modalità di consultazione, e in ogni caso sarà data pubblicità sui siti di Giunta e Consiglio ai documenti e alle relazioni prodotte nell’ambito delle attività oggetto della legge.

Federica Cacciatore