A che punto è la disciplina sul dibattito pubblico?

Il Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante il nuovo Codice dei contratti pubblici, introduce all’articolo 22 (Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico) l’istituto del dibattito pubblico e quindi l’obbligo di coinvolgere le comunità locali nella realizzazione di opere di rilevante impatto ambientale, sociale ed economico.

In particolare, l’art. 22, comma 1, prevede che le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori pubblichino i progetti di fattibilità relativi alle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulla città o sull’assetto del territorio, nonché gli esiti della consultazione pubblica, comprensivi dei resoconti degli incontri e dei dibattiti con i portatori di interesse. E’ inoltre previsto che i contributi e i resoconti siano pubblicati, con pari evidenza, unitamente ai documenti predisposti dall’amministrazione e relativi agli stessi lavori. Lo stesso art. 22, comma 2, prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro per i beni e le attività culturali, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, saranno fissati i criteri per l’individuazione delle opere di cui al comma 1, distinte per tipologia e soglie dimensionali, per le quali sarà obbligatorio il ricorso alla procedura di dibattito pubblico. Nello stesso decreto attuativo saranno altresì definite le modalità di svolgimento e il termine di conclusione della procedura in parola, nonché le modalità di monitoraggio sull’applicazione del nuovo istituto. A tal fine è prevista l’istituzione, senza oneri a carico della finanza pubblica, di una commissione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il compito di raccogliere e pubblicare informazioni sui dibattiti pubblici in corso di svolgimento o conclusi, e di proporre raccomandazioni per lo svolgimento della procedura sulla base dell’esperienza maturata. Gli esiti del dibattito pubblico e le osservazioni raccolte saranno infine valutate in sede di predisposizione del progetto definitivo e discusse in seno alle conferenze di servizi relative alle opere sottoposte alla procedura. La nuova normativa riguarderà gli interventi avviati dopo la data di entrata in vigore del decreto.

Il provvedimento ha avuto un iter travagliato: in particolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, con la relazione del 22 dicembre 2017 ha chiesto al Consiglio di Stato di rendere il proprio parere sullo schema di decreto. Il Consiglio di Stato, con il parere n. 359 del 12 febbraio 2018 è dunque intervenuto sullo schema di provvedimento, evidenziando diverse criticità sulle quali si sono resi necessari ulteriori approfondimenti da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri coinvolti. Sullo schema di decreto si sono altresì espresse le competenti Commissioni parlamentari.

A seguito delle modifiche apportate, il testo del Decreto è stato infine firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed inviato alla Corte dei Conti in attesa della definitiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

I contenuti del provvedimento si pongono in linea di continuità con quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 2017, n. 169 che detta la nuova disciplina dell’AIR, della VIR e della consultazione. Il nuovo Regolamento affronta i nodi critici che ad oggi caratterizzano la disciplina dell’AIR e della VIR delle Amministrazioni dello Stato.  Tra gli aspetti innovativi introdotti dal DPCM con riguardo alla programmazione normativa, viene introdotta, per la prima volta, una disciplina della consultazione nell’ambito delle procedure di AIR e VIR, nonché la pubblicazione delle relazioni AIR e VIR sui siti istituzionali delle Amministrazioni e del Governo.

Risulta dunque sempre più avvertita l’esigenza di trasparenza e di consultazione di tutti i diversi portatori di interesse coinvolti in un processo normativo o in una procedura amministrativa. Lo scopo è quello di raffinare al massimo tali processi, riducendo nel contempo le fonti di possibile contenzioso.

Nel nostro Paese lo strumento del dibattito pubblico risulta ancora in fase molto sperimentale; sarà però necessario imparare ad utilizzarlo in virtù delle modifiche normative in atto. Sono comunque sempre più frequenti esperienze che vanno nella direzione di una sempre maggiore partecipazione pubblica – ex ante ed ex post – nelle scelte di politica normativa e amministrativa.

Si segnala, ad esempio, il progetto BrennerLEC coordinato da Autostrada del Brennero S.p.A. in collaborazione con l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’ambiente di Trento, l’Agenzia per l’ambiente di Bolzano, l’Università degli Studi di Trento, le aziende locali CISMA e IDM Südtirol -Alto Adige. L’obiettivo del progetto BrennerLEC (Lower emissions corridor) è di creare un “corridoio a emissioni ridotte” lungo l’A22 al fine di ottenere un beneficio ambientale nei settori della tutela dell’aria e della protezione del clima, nonché una riduzione dell’inquinamento acustico. Al fine di capire cosa pensano gli utilizzatori principali dell’autostrada A22 e più in generale la cittadinanza, riguardo le sperimentazioni messe in atto per ridurre gli incolonnamenti in situazioni di traffico intenso e per diminuire l’impatto ambientale generato dal transito degli autoveicoli lungo l’asse autostradale del Brennero, è stato pubblicato online il secondo questionario per esprimere la propria opinione sul progetto europeo BrennerLEC. Si tratta del secondo questionario preparato dai partner di BrennerLEC: il primo, proposto all’inizio del 2017, è stato compilato online da ben 1.315 persone ed ha evidenziato che il 50% di chi ha partecipato all’iniziativa era favorevole alla riduzione della velocità ai fini ambientali ed una percentuale ancora maggiore alle misure di fluidificazione del traffico.

Ad un anno dall’avvio del progetto, si vuole valutare quali siano le opinioni e il giudizio in relazione alle misure messe in atto da questo progetto per la riduzione dinamica della velocità sull’autostrada A22 a fini ambientali.

(Giuseppe De Luca)

About Carolina Raiola

Carolina Raiola è responsabile della comunicazione dell’Osservatorio AIR. E’ esperto della Delivery Unit nazionale del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, per le attività di comunicazione e consultazione pubblica nell’attuazione della riforma della PA. Per l’Osservatorio fa ricerca sulla consultazione pubblica.